Legge Bersani disdetta contratti telefonici

In fatto di assicurazioni, ma anche contratti telefonici, si parla spesso della legge Bersani (conosciuta anche come decreto Bersani). Di cosa si tratta e quali possibilità offre? In pratica, grazie a questa legge, i consumatori possono disdire un contratto telefonico in ogni momento, senza aspettare la naturale scadenza.

La nota più interessante della legge Bersani é che il consumatore può disdire il contratto e per questo l’operatore non deve più addebitargli costi di penale, come avveniva in passato. Succede veramente così? Si possono disdire gli abbonamenti senza dover pagare alcun costo?

disdetta

Purtroppo no. Fatta la legge infatti, trovato l’inganno: gli operatori non addebitano più le “penali” ma addebitano altro: i cosiddetti “costi di disattivazione”. Cosa sono? Gli operatori si guardano bene dal chiamarle “penali” ma in realtà proprio di quello si tratta.

Quando si disattivano un abbonamento, l’operatore addebita i costi che in fase di attivazione aveva elargito gratuitamente. Per esempio: in fase di firma del contratto era previsto un costo di attivazione pari a 90 euro. Se disattivi il contratto prima di 24/30 mesi sei costretto a rimborsare al gestore quel costo. Non si tratta di un costo penale?

Secondo le compagnie telefoniche no: si tratta di pagargli quei costi che sono stati azzerati purchè il cliente rimanesse almeno 24/30 mesi. In più, i gestori addebitano ulteriori costi, denominati proprio “costi di disattivazione” e che sono rappresentati dai costi burocratici e tecnici di dismissione della linea, telefonica e/o ADSL.

In conclusione quindi, non si può negare che gli operatori sostengano un costo tecnico e burocratico per la disattivazione delle linee. Allora, come trovare un punto di equilibrio tra pretese del gestore e diritti del consumatore?