Perchè si dice bufala alle fake news su internet

Ormai sono all’ordine del giorno: ci sono siti internet specializzati nella creazione di “fake news” o “bufale”, tutto allo scopo di generare notizie virali, che vengano condivise all’impazzata sul web e che, alla fine, si trovi qualcuno che ci creda. Più una notizia viene condivisa, più diventa virale e più si guadagna.

Anche perchè non é così facile distinguere una bufala da una notizia reale: ormai ci si aspetta di tutto e anche quella che sembra una notizia sconcertante potrebbe essere reale. D’altro canto però, insieme ai siti di fake news sono nati altrettanti siti che smascherano queste bufale.

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La parola “bufalo” deriva dal latino bubălus, ma solo alcuni decenni fa è stata usata per la prima volta per indicare una notizia fittizia, nel dialetto romanesco. In seguito si è diffusa in italiano, come non di rado avviene che un’espressione dialettale si diffonda su tutto il territorio, diventano proprio un modo di dire nazionale, lontano dalla forma dialettale.

In realtà in merito alla ragione per cui questa parola abbia iniziato ad indicare le fake news non ci sono certezze, ma solo ipotesi, non confermate: secondo alcuni il termine “bufala” significa anche persona sciocca, stolta. Questo potrebbe derivare dal fatto che, in passato, i pastori accompagnavano i buoi al pascolo tenendoli per l’anello che gli animali avevano al naso. Da qui il termine usato come per rappresentare persone che si fanno trascinare, sciocche. E in effetti una fake news si prefigge proprio di convincere il lettore o, almeno, di sconcertarlo.

Secondo altre scuole di pensiero il termine deriva da un travestimento che usavano in antichità i cacciatori: si travestivano per mascherarsi e mimetizzarsi durante la caccia e questo abbigliamento si chiamava proprio “bufalo”. Quindi l termine stava ad indicare un travestimento, un qualcosa di fittizio.

La verità certa al 100% quindi, forse non c’è, sebbene le ipotesi siano svariate.