Deducibilità spese telefoniche senza tassa concessione governativa

Si possono dedurre le spese telefoniche ricaricabili, su cui quindi non viene applicata la tassa di concessione governativa? Per quanto riguarda gli abbonamenti, intestati alla partita IVA e destinati ad uso aziendale, il costo é deducibile. Cosa fare invece in caso di acquisto di ricariche prepagate? Il costo sostenuto può essere dedotto?

La domanda si pone nel momento in cui acquistiamo ricariche prepagate, quindi senza l’applicazione della tassa di concessione governativa, dal tabacchino o altro rivenditore autorizzato, presso uno sportello bancomat, oppure tramite internet home banking. Vediamo quali oneri sono deducibili e in che percentuale.

Deducibilità spese telefoniche senza tassa concessione governativa

La Finanziaria del 2007 ha introdotto svariati cambiamenti in merito alla deducibilità delle spese telefoniche (acquisto di telefonini, bollette, ricariche prepagate, etc). Le attuali percentuali di deducibilità sono dell’80% sia per le spese di telefonia fissa che mobile. Questi costi vanno quindi a diminuire il reddito imponibile ai fini della determinazione dell’Irpef o dell’Ires.

Questa percentuale vale anche per le ricariche telefoniche, purchè si conservi lo scontrino o la fattura, indicante il numero di telefono (intestato alla persona titolare di partita IVA). In caso di ricarica tramite home banking occorre scaricare la ricevuta contenente numero di telefono, conto corrente e intestatario. La percentuale di deduzione dell’80% non può essere aumentata, anche se dimostriamo l’uso esclusivo del telefono a fini aziendali. Che siano spese derivanti da uso promiscuo o da uso esclusivo aziendale quindi, la percentuale di deduzione non può essere modificata.

Non possono essere detratte le ricariche fatte con Ricaricard, poichè non é possibile dimostrare su quale numero sia stata fatta la ricarica.

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