Come capire se il telefono è rootato

Attraverso lo smartphone Android abbiamo la possibilità di fare moltissime operazioni, ma soltanto attivando i permessi di Root possiamo avere il controllo totale del nostro cellulare. Ma come facciamo a capire se il nostro telefono è rootato?

In passato si dovevano eseguire diverse operazioni complicate per scoprirlo, mentre adesso è tutto molto più semplice. E’ sufficiente infatti avviare il Google Play Store e scaricare l’applicazione Root Checker. Come si capisce già dal nome, si tratta di un’apposita applicazione che ha il compito di controllare in maniera automatica se sono attivi i permessi di Root nel nostro smartphone Android.

Utilizzare il programma Root Checker è davvero una passeggiata: una volta effettuato il download, avviamolo e facciamo tap sul pulsante “Verify Root Access” per avviare la procedura di controllo della presenza dei permessi di Root. In caso di esito positivo, comparirà sullo schermo il messaggio “Congratulations! You have root access!”. Ricordiamo che Root Checker per poter funzionare correttamente necessita di Busybox installato nella memoria del telefono, e il modo più veloce per farlo è installare l’app Titanium Backup.

Ma che cosa sono i permessi di Root, e a che cosa servono? Il Root è l’equivalente dell’account Amministratore di Windows, ovvero non abbiamo alcun limite nell’uso, installazione ed eliminazione dei programmi. Possiamo quindi cancellare senza problemi le applicazioni preinstallate che non ci interessano più, modificare o anche sostituire i file di sistema, cambiare l’interfaccia grafica del telefono, attivare il firewall della connessione dati e modificare le impostazioni dei file multimediali.

Il Root però non serve per avere un telefono più stabile o veloce, installare firmware personalizzati (in questo caso è necessario il Bootloader sbloccato). Ricordiamo inoltre che attivando i permessi di Root la garanzia del telefono viene invalidata.

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