Samsung copia Apple? NO: si può risolvere con un software

Quella che sembrava una comune diatriba di ferragosto tra colossi della telefonia poi conclusa con toni più amari e con conseguenze che avrebbero potuto portare danni significativi alle vendite della casa sudcoreana, oggi segna un nuovo e più interessante epilogo.

Una clamorosa sentenza dei giudici olandesi qualche giorno fa aveva condannato Samsung per la violazione di alcuni brevetti Apple, proibendo di fatto la vendita di alcuni smartphone di punta della casa coreana, precisamente il Samsung Galaxy S, Galaxy S II e il Galaxy Ace.

 

Lo stesso tribunale non ha invece ravvisato alcuna violazione per quanto riguarda i Galaxy Tab 10.1 e 10.1v, che hanno quindi presto depennato la loro presenza da questa storia. Ad ogni modo l’Italia era esclusa perché Apple, qui da noi, non ha completato la procedura di registrazione del brevetto e quindi Samsung avrebbe potuto tranquillamente vendere i suoi prodotti. Ma cosa ha copiato Samsung? Incriminata sarebbe la modalità di attivazione della schermata di blocco, la navigazione all’interno delle fotogallery e una specifica relativa all’input multi-touch.

Ma ecco il colpo di scena. La sentenza può essere aggirata con un banale aggiornamento: Samsung potrà continuare a commercializzare tranquillamente i suo smartphone dappertutto, sarà sufficiente un aggiornamento software che aggirerà banalmente qualsiasi violazione degli smartphone Galaxy S, Galaxy S II e Ace.

Uno degli avvocati di Samsung, Bas van Berghuis Woortman, ha infatti sottolineato che, essendo ad Apple stata riconosciuta la violazione del brevetto relativo al metodo di scorrimento nella fotogallery, per evitare qualsiasi grana legale, basta sostituire questo particolare e non c’è più ragione per sostenere l’ingiunzione. Il tutto sarà quindi risolto con un update  e la casa coreana provvederà ad aggiornare il software di tutti i suoi terminali prima di farli sbarcare in Europa. Pericolo scampato!

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